Sotto gli alberi, nella pausa del congresso dei Verdi a Chianciano, accanto agli anziani che ballano il liscio alle tre del pomeriggio è nata la "componente" dei Verdi per la Costituente di Sinistra. Presieduta dalla consigliera provinciale di Torino Gianna De Masi e dal consigliere regionale del Lazio Enrico Fontana, la riunione ha visto la partecipazione di esponenti di Milano Roma Napoli Torino, e di varie altre regioni italiane.
Si è concordato di non presentare mozioni nè ordini del giorno nè candidati alla Presidenza in questo congresso, per non farseli "bruciare" ma di far partire da subito un processo parallelo di impegno per dare una impronta ecologista alla Costituente di Sinistra e contemporaneamente per portare gli ecologisti a confluire. Prime tappe, l' apertura del blog Verdisx, la organizzazione di un seminario dei Verdi per la Costituente a settembre a Firenze , la partecipazione alle riunioni che saranno promosse da Sinistra Democratica.
"Non dobbiamo più aspettare le esitazioni di Rifondazione", ha detto Gianpaolo Silvestri, uno dei fondatori negli anni 80 del Sole che Ride " ci vorrebbe la fondazione di una nuova forza politica basandosi sulle adesioni individuali di cittadini attivi e non su accordi di vertice all'ultimo momento tra partitini in crisi". Interrogata in proposito la candidata alla Presidenza dei Verdi Grazia Francescato è cauta, il candidato alternativo Marco Boato è addirittura ostile. Ma con lo sbarramento alle Europee che si profila del 4%, e con sbarramenti di fatto analoghi in molte province, è probabile che i titolari del marchio "Sole che Ride" dovranno seguire prima o poi la pattuglia pioniera dei Verdi per la Costituente.
Roma, 19 lug. (Apcom) - Il processo costituente della sinsitra deve andare avanti e deve procedere a prescindere dalla legge elettorale che verrà messa a punto per le prossime europee. Claudio Fava, coordinatore di Sinistra democratica, parla al termine del consiglio nazionale del partito che oggi ha eletto Fabio Mussi alla presidenza e che ha nominato la nuova direzione (presieduta da Pasqualina Napoletano) e il coordinamento nazionale del partito. "Abbiamo ribadito - dice Fava - che Sd manterrà una forte autonomia, come capacità di iniziativa politica e presenza sul territorio, ma sempre all'interno del progetto politico di dare vita ad una costituente della sinistra". Questo significa che Sd sarà disponibile a "liste 'aperte' della sinistra a tutte le elezioni amministrative, a partire da quelle per la Regione Abruzzo".
Quindi, Fava lancia un avvertimento: "Se la costituente di sinsitra nasce come sintesi di gruppi dirigenti, parte con lo stesso handicap che ha avuto la Sinistra arcobaleno". Soprattutto, aggiunge, bisogna evitare l'errore fatto con la Sinistra arcobaleno: non si deve arrivare ad una costituente della sinistra solo perché costretti da una nuova legge elettorale per le europee che, con tutta probabilità, conterrà uno sbarramento almeno al 3%: "Questo processo non può essere affidato alla 'cabala' della legge elettorale. Noi chiederemo di andare avanti col processo prima ancora che venga riformata la legge per le europee e a prescindere da come verrà riformata. Non possiamo fare come con la Sinistra arcobaleno, nata all'ultimo momento per superare lo sbarramento. Questo è un progetto politico".
Nel coordinamento eletto oggi ci sono in tutto 12 dirigenti, metà donne e metà uomini: Gloria Buffo, Fulvia Bandoli, Chiara Cremonesi, Monica Cerutti, Betty Leone, Titti Di Salvo, Marco Fumagalli, Luciano Pettinari, Carlo Leoni, Arturo Scotto, Gianni Zagato, Massimo Mezzetti
A Genova per non dimenticare A Genova per provare a leggere ciò che è accaduto 7 anni fa e ciò che accade oggi nel nostro Paese con le lenti della verità e della democrazia. A Genova per continuare a chiedere verità e giustizia per Carlo e per i ragazzi e le ragazze della Diaz e di Bolzaneto. Perché venga accertata, anche processualmente, la catena di comando che ha portato a quei massacri e perché venga riconosciuto colpevole anche di ha deciso e ordinato, non solo chi ha eseguito pestaggi e violenze. E perché vengano accertate e affermate non solo le responsabilità penali di quelle violenze ma anche le responsabilità –forse assai più “gravi” – politiche che a quei fatti hanno portato. A Genova perché in queste giornate di luglio non si commemora un morto, ma perché nel ricordo di una vita spezzata, assassinata si prova a costruire un possibile futuro diverso. A Genova perché le ragioni per le quali Carlo si trovava a Piazza Alimonda sono vere anche oggi, sono vere per noi. A Genova Sinistra Democratica ci sarà per ricordare, per ascoltare, per dire, per cantare, per ricostruire, per lavorare assieme
Claudi Fava, coordinatore nazionale Sinistra Democratica
dopo una lunga fase embrionale, che dura ormai da più di un'anno, mi sembra giusto che Sinistra Democratica di Genova esca finalmente dal guscio e viva nella città e per la città, diventando finalmente quel soggetto attivo nella vita politica Genovese. Capisco che è stato un anno difficile, tragico per certi versi: siamo nati al governo e i primi passi li facciamo addirittura fuori dal parlamento, ma ricordiamoci che solo chi cade puo risorgere.
Vivo con crescente disagio la nostra trasparenza agli occhi della gente comune, che non ci conosce o al massimo pensa che siamo dentro al PD. Abbiamo passato mesi intensi, lavorando tanto, ma mai per noi: campagna elettorale e feste unitarie sono stati momenti importanti di crescita e conoscenza, ma se vogliamo portare avanti il nostro sogno di un soggetto unitario a Sinistra dobbiamo assolutamente far diventare SD un movimento forte, conosciuto, in grado di essere un gruppo di pressione nei confronti dell'agenda politica della città. I nostri concittadini sentimentalmente di Sinistra devono sapere che noi ci siamo e su noi possono contare.
Vorrei che si superassero tolamente le logiche della vecchia politica diessina con decisione, senza rimpianti e pregiudizi: la gente vuole novità e noi dobbiamo essere nuovi in tutto, rimanendo ancorati però agli ideali della Sinistra che sono ancora attuali e sempre guideranno la nostra azione politica.
(...)Di fronte alla dissipazione di un patrimonio di forze e di consensi, di fronte al fatto che tutte le ipotesi di ricostruzione della sinistra dopo la fine dei partiti di massa praticate dall’89 si sono rivelate fallimentari o comunque si sono esaurite, non è sufficiente affidarsi al prevalere di questo o quell’orientamento, di questa o quella posizione congressuale. E’ questo del resto l’equivoco in cui è caduto l’intero gruppo dirigente di Rifondazione, sottoponendosi a un confronto che rischia di avere come esito la comune rovina di tutti i contendenti. Quando cioè si rappresenta il 3,2% dell’elettorato, e bisogna contendersi questa ben misero risultato con chi pensa di rifugiarsi in una nicchia identitaria, come hanno fatto comunisti italiani, non si può pensare che il futuro di una sinistra che voglia tornare ad essere popolare e di massa possa essere affidato al prevalere nello scontro politico di una linea su un’altra. Sarebbe più produttivo percorrere un altro cammino: quello della costruzione di un radicamento territoriale e nei luoghi di lavoro, di nuove culture politiche condivise, dell’opposizione all’attuale governo della destra, di un programma alternativo su cui fondare un possibile nuovo rapporto tra il centro democratico e la sinistra. Dovrebbero essere i risultati di questo lavoro a misurare la fondatezza delle scelte proposte piuttosto che un confronto, o meglio uno scontro, incapace di uscire dal recinto di quel poco che ormai la sinistra rappresenta.(...)
ASCA) - Roma, 16 lug - Le Province delle nove aree metropolitane del nostro paese saranno abolite e saranno sostituite dalle Citta' metropolitane ''Tutto cio' sara' fatto con la collaborazione delle comunita' locali, dell'Anci e dell'Upi''. Lo ha confermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo al Question time alla Camera.