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Qualche certezza in più per la Sinistra che verrà.

Di Massimiliano Milone, lunedì 30 marzo 2009

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Si è svolta venerdì 27 marzo a Genova l’assemblea fondativa dell’Associazione per la Sinistra genovese, che raccoglie più di 400 iscritti, alla presenza fra gli altri di Paolo Cento dei Verdi, Luca Robotti di Unire la Sinistra e Gianni Zagato di Sinistra Democratica. I compagni venuti dai diversi comitati nazionali hanno affermato come il progetto costituente guardi oltre l’appuntamento elettorale ( che li vedrà impegnati in Sinistra e libertà), annunciando alla platea che è stata fissata per il prossimo 4 luglio un’assise nazionale per dare una forma unitaria all’Associazione per la Sinistra, lo strumento che traghetterà verso la nascita del partito della Sinistra, prevista per il prossimo autunno.

Nel corso dell’incontro sono stati distribuiti i questionari delle “primarie delle idee”, l’iniziativa nazionale dell’associazione volta a tastare il polso del popolo della sinistra, per compiere un’indagine conoscitiva sulle sue reali sensibilità e priorità.

Paolo Cento si è detto compiaciuto che ormai l’associazione stia diventando, in tutto il paese, un fenomeno territoriale, tangibile e sentito dalla gente. Guardando alle prossime europee, ha affermato che Sinistra e Libertà è una necessità nata per combattere un’emergenza democratica e riempire il vuoto politico a sinistra, senza nascondere che non tutti i partecipanti al cartello elettorale, almeno per il momento,  condividono il contestuale percorso politico unitario (il PSI ndr.). L’associazione per Cento deve essere: “...uno strumento leggero che sappia trovare le nuove forme di rappresentanza del territorio, partendo proprio dallo stesso, perchè se la sinistra non è più in parlamento la colpa non  è solo dei pur gravi errori della classe dirigente, ma anche della crisi della forma partitica di massa del ‘900. La sinistra deve essere rosso-verde, perchè la crisi è economico-ambientale: per esempio le desertificazioni creano migranti, che fuggono dalle terre aride e vengono in Europa in cerca di una vita migliore”. “L’associazione – continua il rappresentante dei verdi – il 4 luglio si costituirà nazionalmente, e lo diciamo fin d’ora, perchè non vogliamo ripetere l’errore dell’arcobaleno che si sciolse ancor prima di chiudere le urne. Vogliamo costruire una sinistra moderna, ecologista, pacifista e libertaria”.

Antonello Sotgiu, esponente di punta della CGIL genovese, ha fatto notare come questo governo ha l’obbiettivo di cancellare lo stato sociale come noi lo immaginiamo oggi e come punti con decisione a ribaltare la carta costituzionale, con l’idea del premierato forte a discapito del parlamento. Continuando nella sua analisi ha osservato che in questa fase il sindacato sta facendo anche opposizione politica, ma serve assolutamente e urgentemente un partito politico che “gli faccia da sponda”, cosa che il PD di oggi su questi temi non è in grado di fare.

Giulio Magno, del direttivo provinciale di SD, ha riportato l’attenzione sul tema della questione morale, che deve essere centrale sia in SeL sia nel futuro partito della sinistra.

Arcadio Nacini, consigliere comunale di Genova, ex-RC, ha rimarcato che i partiti sono staccati dal territorio e così nascono comitati per rappresentarlo, riferendosi in particolare alle battaglie di questi mesi contro la costruzione della “gronda di Ponente” (sostanzialmente un raddoppio di un tratto di A-10), che interesserebbe circa la metà del capoluogo ligure. L’associazione per la sinistra e il futuro partito per Nacini devono riacquistare la sensibilità del proprio territorio.

Simone Leoncini, rappresentante dei vendoliani genovesi, ha sottolineato il forte messaggio politico che l’associazione lancia, un passo importante verso l’unità, in un panorama che vede spesso divisioni, e partecipato dal basso, come la nuova formazione politica dovrà essere. “La gente di sinistra – dice Leoncini – è un importante nucleo di resistenza a una società che sta regredendo in una spirale di violenza e intolleranza, che ha visto il suo culmine col caso Englaro. Inoltre c’è bisogno di sinistra per dare risposte serie alla crisi, non come fa Berlusconi che dice ai disoccupati di darsi da fare: ci vuole rispetto per i lavoratori. La ricostruzione di un partito di sinistra è un percorso lungo, nel quale, però il passaggio elettorale è importante: bisogna investire in Sinistra e Libertà senza scetticismo, per far fronte al rischio democratico e sociale”.

 Luca Robotti, di Unire la Sinistra (movimento che raccoglie i fuori usciti dal PdCI), nella sua analisi è profondamente critico con gli ultimi anni dei partiti di sinistra: “Abbiamo chiuso troppe sezioni in questi anni, preferendo investire le nostre risorse per i ruoli istituzionali o i consigli d’amministrazione. Va rivista la democrazia all’interno dei partiti, per fornire al militante veri strumenti di partecipazione. Inoltre abbiamo dimostrato poca coerenza nelle nostre lotte: se diciamo una cosa abbiamo il dovere morale di portarla a fondo”. Robotti ha chiuso la sua analisi rimarcando la necessità che il 4 luglio sia una giornata costituente per un coordinamento unitario dell’associazione, che vada oltre le provenienze di ognuno dei componenti.

Maurizio Galeazzo, del direttivo SD Genova, ha rimarcato l’originalità del percorso che ha portato all’associazione, ribaltando il concetto centro-periferia, anche se si è mostrato critico sulla coalizione elettorale, compiuta senza una vera discussione con i territori, cosa necessaria però almeno nella successiva scelta delle candidature.

Gianni Zagato, della direzione nazionale di Sinistra Democratica, ha auspicato per luglio una giornata nella quale tutte le realtà nazionali, che stanno lavorando in ottica unitaria a sinistra, possano fare rete, anche quelle fuori dal contesto dell’associazione. Il lavoro che deve fare l’associazione è, secondo Zagato, quello di riformulare una cultura e una visione universalistica, poiché non abbiamo, come in passato, un grande pensatore a cui fare riferimento: anche per questo strumenti come “le primarie delle idee” sono utili. Guardando la politica nazionale, il membro di Sd osserva che “Inizia l’era Berlusconi, con un partito che lo sorregge che punta al 51%. La situazione vede a destra un partito forte all’interno di una coalizione salda, mentre a sinistra manca sia il partito forte, ma neanche un’alleanza grazie alle politiche suicide di Veltroni. IL risultato elettorale di SeL, che noi auspichiamo positivo, deve darci un’ulteriore spinta verso il partito unitario della Sinistra”.

 Dopo l’elezione del coordinamento dell’Associazione per la Sinistra di Genova, scelto nella maniera più inclusiva possibile, ha chiusa gli interventi Mauro Crovo, il coordinatore SD del capoluogo ligure, che ha ribadito come l’associazione deve essere vissuta dai cittadini come uno strumento utile e che la sinistra che verrà dovrà essere innovativa, a cominciare dal modo di compilare le liste elettorali per le europee.

 

       Massimiliano Milone

(Associazione per la Sinistra Genova)

 


Ultima modifica : lunedì 30 marzo 2009

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NICHI VENDOLA A GENOVA: La Sinistra unita alle prossime elezioni

Di Massimiliano Milone, domenica 22 febbraio 2009

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Si è svolto a Genova, in una gremita sala del CRAL dei lavoratori portuali, venerdì 20 febbraio, l’incontro che la costituente per Sinistra di Genova ha fortemente voluto con Nichi Vendola, presidente della regione Puglia e riferimento nazionale del Movimento per la Sinistra.

 

Vendola ha affrontato con un’attenta e articolata analisi il momento di crisi economica che sta attraversando il nostro pianeta e le sue ricadute nel nostro paese, affrontando brevemente anche il nodo più atteso, il futuro della sinistra, affermando che per lui “...le elezioni non devono essere vissute come un giudizio universale ma affrontate unendo le forze (tutti i soggetti di sinistra ndr) in questo passaggio, per poi proseguire i nostri progetti politici: le elezioni e il processo costituente della Sinistra devono essere due momenti diversi...”.

 

Ad aprire gli interventi Stefano Quaranta, coordinatore regionale di Sinistra Democratica, che ha evidenziato come in Liguria si è ripartiti dopo la brutta sconfitta dell’Arcobaleno con un progetto politico nuovo, basato sulla partecipazione della gente e dei territori in prima persona, con assemblee locali (che sono tutt’ora in svolgimento ndr) per rimettersi veramente in gioco, cercando di recuperare e riformulare i valori di sinistra per affrontare insieme il difficile presente. Si dichiara stupito che nel dibattito interno al PD sulla sua crisi traspaia solo la ricerca di un leader e non un serio confronto sui valori e la visione del mondo. Quaranta ha affermato di essere preoccupato anche dalle politiche europee, che continuano a favorire le spese militari rispetto al welfare, anche in un momento difficile come questo e come invece di là dell’oceano le cose sembra stiano realmente cambiando.

 

Walter Fabiocchi, segretario generale della camera del lavoro metropolitana di Genova, ha osservato che “... in Italia non ci accorgiamo veramente della pericolosità di questa crisi economica che è imprevedibile in quanto non ha precedenti: nel ’29 era una crisi finanziaria, nel ’75 vi fu una crisi economica, ma oggi ci troviamo di fronte a un tremendo mix di tutti questi fattori. La disoccupazione sta crescendo in tutto il continente e mentre l’UE ha 27 proposte differenti, senza così trovare una linea comune assolutamente necessaria, l’Italia fa finta di nulla”. Fabiocchi ha poi affermato che in questo momento la Sinistra deve fornire una risposta, un modello d’economia e società differente, perchè la teoria liberista dello sviluppo infinito è miseramente fallita: va cambiato il concetto di crescita economica, legandolo a dei valori come lo sviluppo sostenibile e l’ambiente, non solo il consumo. 

 

Walter Massa, presidente di ARCI Liguria, ha osservato che la crisi è anche culturale, con le paure indotte verso l’immigrato, verso la fine del mese e così via e ha detto che questo declino ha tanti padri, non solo la destra. Il PD e la sua involuzione, secondo Massa, confermano che senza ideali e valori non si costruisce nulla. Dopo aver ribadito l’importanza di una sponda culturale in politica, oggi assente, Massa ha chiuso l’intervento esortando i compagni presenti ad avere coraggio, perchè per uscire da questa situazione di assenza a sinistra ne sarà necessario molto.

 

Nichi Vendola ha aperto il suo intervento auspicando l’unità a sinistra, leale e senza prevaricazioni, perchè tutti i bagagli culturali sono importanti, anche l’ambientalista e il socialista. “La crisi - per Nichi - non è una calamità naturale improvvisa, ma l’implosione di un mondo nel quale si pensava che economia e lavoro fossero due cose separate: produrre soldi con soldi senza produrre nulla in realtà, speculare all’infinito convincendo le persone che grazie a mutui insostenibili potevano comprare qualsiasi tipo di casa. E’ la crisi del mondo dei bancomat, dei soldi virtuali, dei mutui a tasso variabile, del culto del PIL come vero indice di ricchezza, della produzione selvaggia che non tiene conto dell’impoverimento del nostro ambiente, che non parla mai di sviluppo sostenibile. La crescita del PIL in Cina e nei paesi ex- sovietici era visto come possibile ricchezza globale ma ora tutto è esploso: gli operai cinesi vengono rimandati nelle campagne perchè anche li c’è disoccupazione e devono abbandonare le megalopoli intrise dall’inquinamento”.

Tornando al nostro paese Nichi Vendola ha osservato come il lucido disegno di questa destra ha vinto nei sogni e nei cervelli, polverizzando le nostre aggregazioni sociali, che erano presenti nei quartieri e nei posti di lavoro e instaurando la cultura dell’egoismo sociale, della criminalizzazione a priori del povero: “non si può privare una persona della libertà individuale se la stessa non commette nessun reato: se uno è clandestino chiediamoci il perchè, da che situazione difficile sfugge. Nell’antichità l’accoglienza e l’ospitalità dello straniero erano un dovere, scritto anche nei testi sacri. Il buon samaritano non schedava i poveri prima di aiutarli”.

“La nuova Sinistra – ha proseguito Vendola – deve tornare a essere una parola utile socialmente, avere capacità di ascolto e non solo di reclutamento per riempire le piazze. Deve essere sincera col suo passato, che è fatto di glorie ma anche d’infamie, deve ricominciare per vincere mettendo al primo posto l’inviolabilità della vita umana. Dobbiamo uscire dalle case vecchie e troviamo il coraggio per riprendere il viaggio con un percorso a rete aperto a tutti i contributi, perchè nessun leader ha le risposte. Siamo in piena notte e l’alba va costruita, insieme”.

 

Massimiliano Milone

 

 


Ultima modifica : domenica 22 febbraio 2009

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E’ nata la Casa della Sinistra del MedioPonente

Di Massimiliano Milone, mercoledì 11 febbraio 2009

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Sabato 7 febbraio, nella sala di Palazzo Fieschi, a Sestri Ponente, si è svolta l’assemblea territoriale del Medio Ponente genovese per far nascere la Casa della Sinistra locale, riferimento territoriale per un grande movimento di cittadini che sta attraversando il paese per ricreare un forte partito politico di Sinistra in Italia.

L’incontro ha visto un’ampia partecipazione e sono state molte le “facce nuove”, a rimarcare che nella gente la sana voglia di Sinistra c’è ed è più forte che mai. L’apertura dell’assemblea ha visto i graditi saluti del presidente del municipio Bernini, che ha auspicato un futuro lavoro di collaborazione col nuovo soggetto politico che nascerà a sinistra del PD, augurandoci così un sincero buon lavoro.

Nel costruire quest’assemblea, noi compagni abbiamo cercato di mettere al centro il contributo delle persone, perchè siamo convinti che per troppi anni a sinistra siamo stati incapaci di comprendere le istanze del territorio, proponendo ricette pre-confezionata che spesso mal si coniugavano con le richieste della nostra gente. Gli interventi sono stati molteplici e ad ampio respiro, perchè sono tante le tematiche che stanno a cuore alle persone, sia locali sia nazionali.

Bruno Delpino, consigliere del comune di Genova e aderente al progetto unitario, ha compiuto una rapida e ampia analisi sul territorio e le problematiche che saranno ai primi posti dell’agenda politica dell’immediato domani, ma ha voluto anche rimarcare l’importanza della prosecuzione di questo processo unitario che, anche se scatenerà inevitabili “mal di pancia” a qualche compagno che non condivide alcune linee, è in ogni caso uno dei primi momenti aggregativi che si vedono a Sinistra dall’89 a oggi.

Ha trovato ampio risalto il tema del lavoro e dell’isolamento che sta vivendo il maggior sindacato nazionale, la CGIL, la quale in questo momento non riesce a trovare una sponda politica da nessun partito presente nell’ambito parlamentare.

Grazie al contributo d’insegnati e sindacalisti si sono voluti ricordare ancora gli enormi problemi che la riforma Gelmini porterà nella nostra istruzione pubblica e di come un partito di sinistra dovrebbe affrontare questo tema.

I compagni intervenuti hanno evidenziato come fosse importante che il nuovo soggetto politico debba tornare a dialogare con le persone, debba mettere al primo posto la questione morale, così come l’aveva analizzata il compianto Enrico Berlinguer, lavori attivamente per far sì che in Italia ricerca, ambiente e università siano finalmente viste come risorse per lo sviluppo del paese e non settori nei quali intervenire esclusivamente con tagli al bilancio.

Per cercare di mettere in pratica le indicazioni ricevute dall’assemblea e poter essere legittimati a compiere azione politica sul territorio, è stato eletto un coordinamento provvisorio di compagne e compagni che liberamente si sono offerti per lavorare in questi mesi alla gestione della Casa della Sinistra del Medio Ponente. Il coordinamento è l’insieme di persone provenienti da soggetti politici pre-esistenti, associazioni e privati cittadini e presenta un’età media abbondantemente sotto i 40 anni. I compagni eletti, in rigoroso ordine alfabetico, sono:

 Riccardo Arecco, Andrea Baucia, Giorgio Caselli, Chicca Castello, Fabio
Farruggia, Igor Magni, Irma Marcenaro, Massimiliano Milone, Ivano
Mucchi, Luciano Rotella.

Come coordinamento ci siamo presi l’impegno di riunirci tutti i mercoledì sera alle ore 21 nella sede di Via Vigna 24r.

 

Un abbraccio

 

Massimiliano Milone


Ultima modifica : mercoledì 11 febbraio 2009

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il 7 febbraio cambia TU la sinistra!

Di Redazione, mercoledì 04 febbraio 2009

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Cambia TU la sinistra!
assemblea territoriale del Medio Ponente
sabato 7 febbraio 2009, dalle ore 15
presso Palazzo Fieschi, via Sestri 7


La Sinistra è scomparsa dal parlamento: ma rimane tra la gente.
Da qui vogliamo partire per ricostruirla.

È partito un processo costituente di un nuovo soggetto politico unitario che riunisca tutte le anime della sinistra: un soggetto che partendo dalle esperienze locali sia ampio e aperto al contributo di tutti, per rispondere alle sfide del nostro tempo.

Per realizzarlo abbiamo bisogno di te, per far nascere tutti insieme la Casa della Sinistra del Medio Ponente: il riferimento territoriale per un grande movimento di cittadini che, come te, abbiano ancora voglia di cambiare il nostro paese. In meglio.

Per una nuova Sinistra.
Riapriamo l'orizzonte, cambiamo la Sinistra
.......................................................................

La giornata si articolerà, dopo la presentazione del progetto politico, con tre interventi tematici sul territorio e le problematiche del lavoro, con ovviamente la possibilità di intervenire al dibattito da parte del pubblico, nel rispetto dello spirito assembleare dell'incontro.
Sarà attiva una segreteria per la registrazione delle preadesioni alla Casa della Sinistra

informazioni presso:
Casa della Sinistra del Medio Ponente
via Vigna 24r, 16154 Genova
tel 0108640513 - cell. 3774198835
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Ultima modifica : giovedì 05 febbraio 2009

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News Locali
 
Per un'altra sinistra

Di Redazione, giovedì 22 gennaio 2009

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Care compagne, cari compagni,
ho deciso di lasciare il partito della Rifondazione Comunista. Lo considero una casa snaturata e per questo mi dedicherò a ricostruire una sinistra curiosa del mondo che cambia, all’altezza delle sfide del tempo presente, fatta di sentimenti buoni, di capacità di stare nella realtà, di conoscere i territori e i luoghi di lavoro.
Parlo per me, per il mio sentire, per la mia idea di politica. Non chiedo quindi un reclutamento, una leva militare. Ognuno e ognuna farà i conti con la propria coscienza. Lo spirito che mi muove non vuole determinare rotture ma contaminazioni virtuose: è tempo di elaborare un pensiero forte, di fronte a un mondo attraversato dalla crisi economica e dalla crisi ambientale, per presentarci non come portatori di vecchie mitologie ma come ricercatori di futuro. Dalla settimana prossima il mio cervello e il mio cuore, insieme a quelli di tante e di tanti, avrà solo un assillo: ricostruire per l’Italia e per l’Europa una grande sinistra di popolo, una grande sinistra per il futuro.

22 gennaio 2009
Nichi Vendola

Ultima modifica : giovedì 22 gennaio 2009

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Ultime notizie
 
Ottima riuscita dell'iniziativa di lancio della Costituente per la Sinistra nel Centro Est!

Di Redazione, venerdì 16 gennaio 2009

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Una quarantina di compagne e compagni hanno affollato il circolo ARCI Punto G (appena sufficiente per contenerli) - nel quale campeggiava il nuovo striscione della Casa della Sinistra del Centro Est - per partecipare all'assemblea.

Dopo un'introduzione di Maurizio Galeazzo, che ha ribadito l'importanza che questo momento "costituente", che parte dal territorio, debba caratterizzarsi come momento di ascolto, di confronto e di proposta e non sia un'iniziativa fine a sè stessa ma l'inizio di un percorso che dovrà continuare con le attività settimanali che porteremo avanti come Casa della Sinistra, è stato letto un documento "politico" elaborato e discusso nella scorsa riunione della Casa della Sinistra (che alleghiamo integralmente) e sono iniziate le comunicazioni tematiche: Laura Testoni e Massimo Cannarella hanno parlato di "Spazi, aggregazioni e bisogni giovanili", Paolo Gastaldo e Bruno Pastorino di "Ristrutturazioni socio-abitative e vivibilità nei quartieri" e Lella Trotta e Roberto Demontis di "Diritti di cittadinanza e vivibilità nei quartieri" ponendo, analisi, problematicità e ipotesi di lavoro sui temi trattati.

Le compagne e i compagni presenti hanno seguito con attenzione (per quasi due ore!) lo svolgersi degli interventi ed il dibattito che ne è seguito, nel quale sono intervenuti Graziella Bevilacqua, Giuliano Giuliani, Enrico Fravega, Nando Bonora, Paola Repetto e ancora Massimo Cannarella, che si sono soffermati soprattutto sulla costruzione del nuovo soggetto politico della Sinistra e sul fatto di adre continuità all'iniziativa della serata.

Mariuccia Cadenasso, deputata a fare le "conclusioni", ha "tirato le fila" del dibattito e ha ribadito la volontà di continuare nell'impegno espresso dagli interventi della serata e di cercare di incidere sui tempi, sia locali che nazionali, di costruzione del nuovo soggetto politico della Sinistra.

 


Ultima modifica : venerdì 16 gennaio 2009

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News Locali
 
Università, prof e tecnici a casa

Di Redazione, mercoledì 14 gennaio 2009

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 da Repubblica

 

L´Ateneo manda in pensione 140 dipendenti nel 2009: professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Il Rettore Giacomo Deferrari ha preparato un taglio al personale clamoroso per l´Università di Genova perché utilizza un articolo di legge che prevede che possa essere messo a riposo ogni dipendente che abbia almeno quarant´anni di contributi. In più, Deferrari taglia anche il cosiddetto "biennio Amato", ovvero la norma che consente ai dipendenti pubblici di rimanere in servizi altri due anni, dopo aver raggiunto l´età della pensione (70 anni).
Il 6,2%, tra docenti e ricercatori, e il 3% dei tecnici amministrativi, entro l´anno, saranno congedati. Il Rettore presenterà il suo piano già nella prossima seduta del senato accademico. Se la rivoluzione Deferrari, come pare certo, verrà varata da senato e consiglio d´amministrazione, entro quest´anno ci saranno una ventina di professori (ordinari e associati) in meno, su un totale di 1.043, e circa 80 ricercatori lasceranno il proprio incarico (su 571). Così una quarantina di dipendenti del settore tecnico amministrativo (su un totale di 1.359 lavoratori).
Il taglio al personale è doppiamente necessario al Rettore Deferrari. Innanzitutto per realizzare un "Ateneo virtuoso", secondo le indicazioni della Gelmini. Ovvero: entro il 2011 la spesa per il personale di ogni Ateneo italiano non dovrà superare il 90% del Ffo (il Fondo di finaziamento ordinario che lo Stato assegna, ogni anno, alle Università). Se i tagli non avvenissero, la quota del 90% sarebbe sfondata. E addio "premi" per la virtù dimostrata. Questa manovra apre anche l´opportunità all´Università di Genova di "svecchiare" il profilo dei dipendenti, a partire proprio dai docenti. Anche perché il nostro Ateneo è un caso nazionale ormai noto per l´età media dei docenti, la più alta di tutto il Paese: 60,2 anni per i professori ordinari (contro la media nazionale del 58,7) e 47,6 anni per i ricercatori (contro il 44,7).

Per non lasciare l´Università più povera di professori e ricercatori e pure per fare di necessità virtù, Deferrari ha previsto di assegnare alle singole facoltà la possibilità di assegnare contratti d´insegnamento a giovani docenti e di distribuire posti di lavoro a ricercatori che, oltre a rinnovare l´aria universitaria, peseranno decisamente meno sulle casse d´Ateneo. E proprio con il pensionamento dei 140 dipendenti, a fine anno, l´Università potrà vedersi riconoscere dal Miur un bonus economico in quanto "virtuosa", con il quale Deferrari ha stabilito che pagherà le nuove forze che recluterà. 

(13 gennaio 2009)

Michela Bompani


Ultima modifica : mercoledì 14 gennaio 2009

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